Finestra in PVC bianca con bassa trasmittanza termica inserita in muro di pietra di un casale toscano con vista sulle colline

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Trasmittanza infissi: i valori giusti per la Toscana

Quando parliamo di trasmittanza termica degli infissi tocchiamo il numero che riassume tutto il resto. Profilo, vetro, guarnizioni e distanziatori finiscono lì dentro, in un solo valore che dice quanto calore la finestra lascia passare.

Si indica con Uw e si misura in W/m²K. Più il numero è basso, più la finestra trattiene il calore in inverno. Una finestra degli anni Ottanta con vetro singolo sta intorno a 5, una finestra in PVC moderna scende sotto 1,3, e la differenza in bolletta è esattamente quella che immagini.

Cosa misura davvero il valore Uw di una finestra

La lettera w sta per window, cioè la finestra intera. È diverso da Ug, che riguarda solo il vetro, e da Uf, che riguarda solo il telaio. Il valore del vetro è sempre più basso e quindi più bello da mostrare, ma da solo non descrive quello che succede a casa tua.

Un vetro eccellente montato su un telaio mediocre dà una finestra mediocre, perché il telaio occupa comunque un quinto della superficie e il perimetro del vetro è il punto dove il calore scappa più facilmente. Per questo il numero da chiedere e da far scrivere nel preventivo è sempre Uw.

Una finestra in PVC con vetrocamera doppia basso emissivo e gas argon si colloca in genere tra 1,1 e 1,3. Con il triplo vetro si scende tra 0,8 e 1,0, a fronte di un peso maggiore e di un costo più alto che non sempre è giustificato dal clima.

C’è poi un dato che raramente viene spiegato: la trasmittanza non dipende solo dai materiali, ma anche dalla dimensione della finestra. Su un serramento piccolo il telaio occupa una quota maggiore della superficie, e il valore complessivo peggiora rispetto a quello dichiarato sul campione di prova.

Perché in Toscana il limite di trasmittanza cambia da città a città

L’Italia è divisa in sei zone climatiche, dalla A alla F, calcolate sui gradi giorno di ogni comune. Più il clima è rigido, più la zona è avanzata nell’alfabeto, e più severo diventa il valore di trasmittanza richiesto per accedere alla detrazione fiscale.

Buona parte dei capoluoghi toscani, da Firenze a Prato, da Pisa a Livorno fino a Grosseto e Lucca, rientra in zona D. Siena e Arezzo, più interne e più alte, stanno in zona E. I comuni di montagna dell’Appennino e dell’Amiata salgono ancora, fino alla zona F.

Questo significa che due case distanti sessanta chilometri possono avere due obblighi diversi, e che il serramento giusto per una villetta sul litorale non è automaticamente quello giusto per un casale in Casentino.

I gradi giorno sono la somma degli scarti tra una temperatura di riferimento interna e la temperatura media esterna lungo la stagione fredda. È un indice che fotografa quanto a lungo e quanto intensamente serve riscaldare, e per questo funziona meglio della semplice latitudine.

I valori di trasmittanza richiesti per la detrazione

Per l’Ecobonus i limiti sono fissati dall’allegato E del decreto requisiti minimi e riguardano la finestra completa di infisso. In zona C il valore massimo ammesso è 1,75, in zona D scende a 1,67, in zona E a 1,30 e in zona F a 1,00.

Tradotto in pratica: a Firenze o a Livorno una buona finestra in PVC con doppio vetro basso emissivo rispetta il limite con margine. A Siena, ad Arezzo o in collina la soglia di 1,30 richiede più attenzione nella scelta del vetro e del distanziatore, e in certi casi il triplo vetro diventa la strada più semplice.

Il margine conta più di quanto sembri. Restare qualche centesimo sopra il limite significa perdere la detrazione su tutto l’intervento, quindi la regola sensata è scegliere un serramento che stia sotto la soglia con un po’ di spazio, non appena appena sotto.

Sulle seconde case e sugli immobili di collina il calcolo va rifatto con attenzione anche perché il riscaldamento resta spento per lunghi periodi. Una casa che si raffredda del tutto tra un fine settimana e l’altro chiede più tempo e più energia per tornare in temperatura, e serramenti migliori accorciano quel tempo.

Come si raggiunge il valore giusto senza spendere troppo

Il modo più efficiente di abbassare la trasmittanza non è quasi mai aggiungere una lastra di vetro. È lavorare sui dettagli: un distanziatore a bordo caldo al posto di quello in alluminio, un profilo con più camere, una vetrocamera riempita di argon e una posa che sigilli bene il giunto con il muro.

In una casa toscana con muri spessi in pietra o in mattoni il risultato dipende molto dal nodo tra finestra e parete, che è profondo e va trattato con cura. Su questo il territorio ha le sue regole, e le abbiamo raccontate parlando di infissi in PVC e architettura toscana.

Se oltre al freddo il problema è il rumore, la scelta del pacchetto vetro cambia ancora, perché contro i decibel servono lastre di spessore diverso e non semplicemente più strati. Ne abbiamo scritto a proposito del triplo vetro e delle finestre antirumore durante l’inverno toscano.

Cosa chiedere prima di ordinare le finestre

Chiedi il valore Uw della finestra finita nelle dimensioni reali del tuo foro, non quello del campione standard da 1,23 per 1,48 metri usato nelle schede tecniche. Su una finestra piccola il telaio pesa di più e il valore peggiora, su una grande migliora.

Chiedi poi la zona climatica del tuo comune, il limite corrispondente e la dichiarazione di prestazione del serramento. Se vuoi capire come il vetro contribuisce al risultato finale, la nostra guida al vetro basso emissivo e all’isolamento termico spiega il meccanismo in modo semplice.

Conoscere la trasmittanza termica dei tuoi infissi prima di firmare evita la sorpresa peggiore, quella di scoprire a lavori finiti che il serramento montato non rientra nei limiti della tua zona.

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